| Siti Archeologici |
|
|
|
| venerdì 23 febbraio 2007 | |
DA VISITARE...Sparse in tutto il territorio si hanno tracce di abitazioni risalenti ad epoca preistorica, in particolare all'età del Rame ( 2000 A .C.). Alcuni nuraghi risalgono all'età del Bronzo ( Nuraghe Agnu, Lu Casteddhu , Lu Pastinacciu, Santu Linaldu ) anche se c'è da notare che una parte di questi è quasi distrutta. Allo stesso periodo appartengono due monumenti megalitici in ottimo stato di conservazione: la tomba dei Giganti, in località Pascareddha e la Funtana di li Paladini ai piedi di “Monti di Deu”.
MUSEO DIOCESANO (su prenotazione al num. 079/660218)Il Museo Diocesano “Santa Giusta”, inaugurato nel 2001 è disposto presso L'Oratorio di Nostra Signora del Rosario, adiacente alla Chiesa Parrocchiale. Raccoglie un patrimonio storico, religioso e culturale di grande valore: paramenti sacri dell' ‘800, una ricca collezione di argenti sacri, raffinati quadri del XIX secolo, e altri oggetti di uso liturgico. La storia della Comunità calangianese è illustrata mediante le singole vicende di alcuni illustri ecclesiastici come Padre Tomaso da Calangianus, Padre Bonaventura Corda e Padre Antonio da Calangianus. Il museo documenta inoltre l'azione profonda esercitata dal Convento dei Cappuccini, ricco di storia e di figure illustri. Dall' 8dicembre 2004 fino al16 gennaio 2005, il Museo ha ospitato una mostra di icone russe, , risalenti al periodo compreso tra il XVI e il XIX secolo curata da Don Francesco Tamponi, direttore dell'Ufficio per i Beni Culturali della Diocesi (Articolo di Nicoletta Melis in Calangianus oggi e ieri, Periodico Semestrale N° 19 marzo 2005).
CONCA FRAICATA (strada Telti-Calangianus...poco prima dell'ingresso al paese)Tafone monzogranitico più precisamente classificabile come monzogranito tipo Lovia Avra ma tendenzialmente Ghiandone. La formazione della conca deriva dall'alterazione in profondità operata dall'acqua e dal vento con la sua azione di corrazione (dal basso verso l'alto). Sul pavimento si trova del sabbione costituito prevalentemente, da cristalli di quarzo staccati dalla volta.
TOMBA DEI GIGANTI DI PASCAREDDA (strada Calangianus- Tempio, all'altezza del bivio per Nuchis, poi seguire i cartelli)La tomba dei giganti, situata nella zona di Monti di Deu, è pertinente ad un importante insediamento di una società stanziatisi almeno 3800 anni fa. Il sepolcro, oltre ad accogliere, durante l'Età del Bronzo Medio e Finale, fra il XVII e XI secolo a.C. i defunti dell'unità territoriale di Monti di Deu, costituiva anche la sede di riti dei quali la comunità intera era partecipe. Immersa in una sughereta di alberi secolari, la tomba sorge ai margini della valle solcata dal fiume San Paolo, dal quale dista poche decine di metri. Suggestivo è anche il percorso pedonale che conduce al monumento: un sentiero creato lungo il lato sinistro del fiume ed un ponte di legno che unisce le due sponde. Percorse poche decine di metri, la tomba di giganti si presenta alla vista prima discreta, come una collinetta naturale dai profili ammantati d'erba; poi maestosa ed imponente quando, aggirato il corpo sepolcrale, si giunge sulla parte anteriore: l'esedra. Qui, la mancanza della parte superiore della stele centrale centinata – la grande lastra posta in corrispondenza dell'accesso al sepolcro scomparsa - non altera di molto la monumentalità dell'area semicircolare, circoscritta da una serie di lastre infisse verticalmente nel terreno, disposte ai lati dell'ingresso al sepolcro. Chi sostava in quest'area sacra per rendere omaggio ai propri defunti, in loro onore, offriva cibi rituali, lasciando stoviglie e contenitori di terracotta ammucchiati sul alto destro dell'esedra. Il corridoio sepolcrale lungo circa 12 metri è compreso sotto il grande tumulo di terra e pietrame che lasciava in vista soltanto la serie di dodici lastroni di granito della copertura. Nella stessa zona sono presenti i nuraghi Agnu e Bonvicinu.
IL CONVENTO DEI PADRI CAPPUCCINI (V.le Roma) -(è attualmente in ristrutturazione)Si ha notizia della presenza dei padri cappuccini nella prima metà del 600, ma solo nel 1705 ci sono documenti che dimostrano il loro insediarsi nel territorio calangianese, infatti in questa data ha luogo, secondo le cronache del tempo, l'inaugurazione di un convento di padri cappuccini. In tutta la Sardegna furono fondati vari conventi (si ha notizia di 13) ma ai giorni nostri se ne possono ammirare solamente due: uno sito nel comune di Luogosanto, e l'altro nel comune di Calangianus. La storia del convento, frammentaria soprattutto nei suoi primi anni di vita, è disseminata da vari cambiamenti di attività al suo interno. I padri cappuccini, presenza umile e silenziosa, lo abitarono e se ne presero cura fino a quando i rapporti tra Stato e Chiesa non divennero tesi a tal punto da costringere i padri ad abbandonare il convento nel 1860. Le vocazioni cappuccine calangianesi furono in quegli anni piuttosto numerose, ricordiamo in particolare Padre Bonaventura, figura emblematica per le sorti del paese, e Padre Tommaso martirizzato a Damasco nel 1840. Il convento divenne quindi di proprietà del comune e quando nel 1853 si verificarono disordini studenteschi e i territori ciscostanti furono posti in stato d'assedio, si insediò in esso un distaccamento di bersaglieri ai quali fu dato come alloggio un salone e cinque stanze del convento. In seguito esso divenne scuola femminile, asilo per l'infanzia e carcere mandamentale. Annessa al convento dei padri cappuccini,è la Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Il suo interno è del tutto simile alle altre chiese cappuccine presenti nella provincia turritana; al centro dell'altare è presente la statua lignea della Vergine col bambino e ai lati S. Francesco e S. Veronica Giuliani, anch'esse in legno ed attribuibili al 1700. Quando il convento venne ceduto al comune anch'essa fu data in custodia per essere aperta al culto religioso. Il passare degli anni e l'incuria misero in serio pericolo diverse altre opere che la Chiesetta custodiva, si è comunque riusciti a recuperare vari quadri raffiguranti le figure più importanti tra i frati che abitarono il convento, un tabernacolo ligneo, una pregiata pala d'altare ed anche gli arredi ed i paramenti sacri che nel 1868 furono recuperati dal sindaco del tempo e che vennero ceduti alla parrocchia che tutt'oggi li custodisce nella Chiesa di Santa Croce Negli anni della prima e seconda guerra mondiale la chiesa, come tante altre, fu occupata dai soldati di stanza nel nostro centro e come si può immaginare essi non sempre furono rispettosi nei riguardi di quanto vi era custodito. Per questo motivo si raccolsero fondi tra i cittadini per procedere ad un restauro, la chiesa venne affrescata e riaperta nel 1946 ma i lavori terminarono solo due anni dopo. Anche la facciata esterna fu restaurata nel 1988/89. Nel convento sono tutt'ora presenti un porticato ed un chiostro con al centro un pozzo, da cui si attinse acqua per moltissimi anni; sul chiostro si affacciava una meridiana disegnata sulla parete sud della chiesa poi danneggita nel 1940 da successivi lavori di costruzione. Annessi al convento vi erano anche un orto ed un giardino, curati dai frati fino alla cessione del fabbricato al comune. Di notevole pregio secondo le cronache del tempo era la Biblioteca che i frati custodivano, frequentemente infatti si tenevano corsi di filosofia e teologia per i chierici dei cappuccini. Con la partenza dei frati il comune desiderò aprire la biblioteca al pubblico ma col passar degli anni si verificò il lento abbandono di quel patrimonio tra l'indifferenza di molti (a quei tempi le persone “di cultura” erano in numero esiguo), si racconta che negli anni chi si avvicendava alla guida del comune (notabili e non) si appropriava di qualche tomo. In archivio non vi è nessuna traccia di un inventario della biblioteca cappuccina. Fino al 1960/62 nel piazzale dell'ex-convento era presente una croce di granito, alta circa 4 metri , che un giorno venne buttata giù da in camion. Essa, raccontò Don Nicola Siriana, fu portata nel cortile di un marmista, a Tempio, da cui nessuno la recuperò più; essa era la croce di fondazione del convento eretta il 30 maggio 1907 ma c'è una incongruenza nella storia, essa infatti recava la data 1859 e si pensa sia stata ad un certo punto sostituita ma a sostegno di ciò non ci sono prove. Anche sul piazzale della Chiesa di Santa Giusta, considerata il centro del paese, ed esattamente dinanzi a Santa Croce, era presente un'altra croce almeno fino al 1873 infatti anch'essa risulta misteriosamente scomparsa. Si potrebbe ipotizzare che quest'ultima, in seguito al danneggiamento di quella sita dinanzi al convento, sia stata spostata per ovviare alla mancanza della prima, ma anche questa è una ipotesi che non ha nessun riscontro nei documenti del tempo.
|
|
| Ultimo aggiornamento ( mercoledì 23 luglio 2008 ) |
| < Prec. | Pros. > |
|---|
Siti Archeologici 

